Itinerari turistici

Itinerario 1  -La vecchia ferrovia

             (tratto a monte)

s. Anatolia - Castel S. Felice - Forca di Cerro

Punto di partenza: bivio S. Anatolia S.S. 209

dislivello: 420 m

Quota massima raggiunta: 726 s.l.m

Cartografia: l.G.M.  1: 25.000

Fondo stradale: 7% carrareccia, 48% asfalto, 45% vecchia ferrovia

Lunghezza: 23 km

Tempo di percorrenza: 3 ore

Credo di difficoltà: difficile

Stagione consigliata: primavera - estate
  


Parcheggiata l'auto nell’area di sosta prima dell'uscita sulla  SS 209 per S. Anatolia, partiamo con l'escursione imboccando la rotabile che sale al paese di S. Anatolia, dopo 100 m girare a sinistra sulla carrareccia, seguendo le indicazioni turistiche Chiesa Santa Maria di Narco. Al km 1.1 dalla partenza, attraversiamo il fiume Nera percorrendo l'antico ponte sulla sinistra, seguire la carrareccia che sale a sinistra per trovarsi di fronte alla Chiesa di San Felice di Narco, una breve sosta per ammirare la splendida facciata ristrutturata e proseguiamo sulla carrareccia pianeggiante di fronte all'ingresso. Dopo 200 m attraversiamo la SS 209 della Valnerina per prendere la SP 469 direzione Spoleto, da qui bisogna percorrere 8 Km circa di salita continua per arrivare al punto più alto dell'escursione, Forca di Cerro, 726 m s.l.m.. 

Al Km 4,1 si incrocia la SS 395, che sale da Piedipaterno, il tratto più ripido e superato, girare a sinistra in direzione Spoleto. Al Km 7.2 all'interno del tornante, sì può effettuare una sosta per ammirare la chiesa della Madonna delle Scentelle, da cui discende il fosso omonimo. La piccola Chiesa ricorda antichi stanziamenti eremitici; il fosso che parte dalla chiesa costituisce una sorta di campionario geologico del versante destro della Valnerina, incidendo profondamente il suolo di calcare rupestre, scaglia cinerea, formazioni mioceniche, depositi alluvionali. Non meno numerosa è la varietà della vegetazione, Il bosco e costituito da un miscuglio di piante mediterranee; pino, leccio, bosso, querce termofile, cerro, carpino e acero. vi lascio immaginare quale suggestivo paesaggio si può ammirare durante il periodo autunnale e primaverile. Al Km 9 finalmente si giunge al valico di Forca di Cerro, potete recuperare le forze, e iniziare la discesa, può essere utile indossare una cortinese. Al km 11.7 costeggiamo a sinistra la vecchia stazione di valico della Caprareccia, appena il guardrail lo consente entrare sul piazzale non asfaltato prima della stazione. Si percorre l'intero piazzale lasciando sulla sinistra la vecchia stazione e sì prosegue sulla carrareccia dove erano poggiati i binari, poco dopo attraversiamo una rotabile che porta al paese di Montignano, continuare diritti.  Al km 12,7 si entra nella prima galleria, lunga 2 km circa, accendere le pile e indossare la cortinese, il fondo è di ciottoli troppo grossi per la moun-tain bike, ma se riuscite ad avere un'adeguata illuminazione, al centro della galleria si è formato un piccolo sentiero più praticabile. La sensazione e veramente unica, dall'uscita per i prossimi 4 km il paesaggio si presenta nella sua intera maestosità; anche se non si e esperti ingegneri, ci si rende conto che questa piccola ferrovia a scartamento ridotto è una vera e propria opera d’arte. Al km 16,7 si entra nella seconda galleria , lunga 100 m, Poco dopo l'uscita si costeggia una piccola stazione. Bisognerà attendere 1 km prima di arrivare alle caratteristiche gallerie elicoidali, in cui il trenino effettuava un cerchio completo scendendo di quota; infatti al km 16,7 si entra nella terza galleria questa volta lunga 400 m. Nei prossimi 3 Km i ponti e le gallerie si susseguono, alla fine si supereranno 7 gallerie e altrettanti ponti, attenzione proprio i viadotti nella maggior parte dei casi mancano completamente di protezione laterale. Ci si accorge di aver finito le gallerie perché il fondo dell'ultima è in terra battuta (fino a poco tempo fa era utilizzata per una coltura di funghi). Al km 21.9 si costeggia la chiesa di San Martino del XIV sec, completamente ristrutturata, dopo 100 m la carrareccia diventa asfaltata, è il segnale che l'escursione sta finendo, si continua a scendere, giunti all'incrocio con la SS 209 della Valnerina si gira a sinistra per passare sotto il ponte della vecchia ferrovia e giungere al parcheggio dove è l'auto.