Sant'Anatolia

Dove confluiscono le vie montane che scendono dal monte Coscerno, sorge il castello di Sant'Anatolia di Narco ubicato sulla sinistra orografica del fiume Nera, lungo l'antica strada della Valnerina. Di origine medioevale, sorge ai margini di una terrazza fluviale, già abitata dall'antico popolo dei Naharci, con mura di cinta, torrioni e tre porte di accesso, una delle quali si conserva ancora oggi in tutta la sua superba bellezza. Dentro le mura si può ammirare l'originale disposizione urbanistica, con la presenza contigua di case comuni e di palazzetti gentilizi, divisi tra loro da vie molto strette e serrati da archi Tra il tessuto edilizio spicca l'ex palazzetto municipale con portico e botteghe medioevali, che mostra in facciata due vistosi stemmi comunali del secolo scorso.      
 Contigua al palazzo, in un'originale piazzetta, sorge la chiesa parrocchiale di Sant'Anatolia, recentemente restaurata, che conserva al suo interno una decorazione pittorica dei secoli XIV°-XV°, il paliotto di marmo intarsiato dell'altare maggiore di scuola seicentesca napoletana, il Crocifisso ligneo con le statue della Madonna Addolorata e di San Francesco provenienti dall'ex chiesa di Santa Croce, alcune tele seicentesche ed una cornice dorata di stile rococò.     
   
Fuori le mura, in prossimità della porta di levante, sorge il Santuario della Madonna delle Grazie, con facciata del 1575; trattasi di un'ampliamento cinquecentesco di un'antica edicola campestre, con un'immagine miracolosa della Madonna affrescata dal Maestro di Eggi. Intorno a tale immagine il pittore spoletino Piermatteo Gigli nel 1578 ha raffigurato le scene della vita della Madonna;   altri affreschi più tardi sono in due nicchioni laterali.

          
  
Vicino al paese sorge il complesso dell'ex Convento francescano di Santa Croce, dei Minori Osservanti, probabilmente risalente al secolo XIII°, ma con rifacimenti degli inizi del 1600. La Chiesa è stata trasformata recentemente in Sala Campani e dedicata ai fratelli ottici ed orologiai romani del sec. XVII°, originari di Castel San Felice; gli ambienti monastici, con tracce di decorazione pittorica, sono destinati a raccolta etnografica ed altri ad appartamenti, ma è in corso un progetto per il ripristino dell'intero immobile da destinare a Museo del filato e del tessuto in Valnerina.

Dalla moderna strada d'accesso al paese, si diparte la vecchia via comunale per Caste San Felice, dove c'è un interessante itinerario che tocca un'antica fonte cinquecentesca. i ruderi di un mulino ad acqua e la chiesetta campestre denominata La Pia,  eretta probabilmente sul sito dell'antica Pieve di Santa Maria di Narco; nei pressi sgorga anche la sorgente che alimenta il canale di adduzione del mulino.