Castel San Felice

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E' un antico terrazzo fluviale preistorico, fu un habitat umbro e poi colonia romana.  All'inizio del VI  secolo, al tempo di Teodorico, si formò un eremo: una cella monastica e agricola, attorno ad un oratorio: San Felice. Fu curtis longobarda, compresa nel Castaldato di Ponte. Nel secolo XII la colonia agricola si raccolse sull'altura, formando Castel San Felice, feudo del duca Corrado d'Urslingen; nel 1198, passo a Spoleto. Nel 1194 fu eretta la chiesa di San Felice.    
 Secondo la tradizione qui giunse Mauro, suo figlio Felice e la sua nutrice, al tempo di Teodorico.  Era uno dei trecento siriaci immigrati in Italia. S.Mauro e S.Felice, gente di preghiera e di penitenza, si ritirarono in una grotta lungo il Nera. Conosciuti dalla gente per la loro santità, fecero presente a Mauro la presenza di un pestifero dragone, che menava strage di uomini. Mauro e Felice pregarono il Signore e il drago fu ucciso da un enorme masso caduto sulla sua testa.   

Felice visse in purezza e parlava con gli Angeli. Operò anche miracoli tra cui la resurrezione di un figlio unico di madre vedova. Premorì al padre insieme alla nutrice il 16.06.535, dopo essere stato avvertito dagli angeli. Mauro, restato solo, depose i loro corpi in un oratorio che poi divenne chiesa dedicata a San Felice. Anche il paese (che si fa risalire al 530), prese il suo nome. Mauro fondò un monastero benedettino, ne fu abate, morì santo nel 555 e fu sepolto nello stesso oratorio. Naturalmente il drago e solo un simbolo. Si tratta della liberazione dal paganesimo e dal peccato, ma anche dalle paludi e dall'ignoranza. Il primitivo oratorio, con le tombe dei tre, è ora la cripta della chiesa. Attorno a questa cella monastica sorse il monastero, dipendente da Farfa e poi da San Pietro in Valle, del quale resta il rude chiostro. Nel secolo XII era priorato dipendente da Sassovivo. Resta, invece, superbo monumento, la chiesa.